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Agenti AI / Sicurezza

AI Guardian Lab

Un middleware Python che controlla i comandi shell proposti dagli agenti, con una dashboard per seguire le decisioni. Le regole deterministiche arrivano prima di qualunque LLM.

Prototipo di ricerca

Dashboard di AI Guardian Lab: decisioni firmate, badge della fonte e riepilogo dell’audit
Immagine ripresa dalla presentazione pubblica del progetto.

Il problema

Un agente che può usare la shell non diventa sicuro soltanto perché gli è stato chiesto di comportarsi bene. Voglio controllare le azioni prima che arrivino all’esecuzione.

Il mio contributo

Ho sviluppato i controlli tra l’agente e la shell: allowlist dei binari, regex e regole deterministiche sull’intento del comando, poi la revisione semantica di L4 per i casi ambigui. Intorno ho costruito una dashboard con ricerca e filtri, una demo con cinque casi fissi e una CLI per il primo avvio: setup, doctor, demo.

Prove disponibili

La demo verifica cinque casi, scrive cinque record firmati e non esegue mai un comando. Nel repository trovi i test, la CI e la pagina di stato in sola lettura.

Uso e limiti

Demo e ricerca, non una protezione pronta per la produzione. Docker non costituisce qui una sandbox forte e chiedere all’agente di chiamare Guardian non è un controllo: serve un hook nell’esecutore. Il modello locale che osserva i comandi non ha superato la qualifica ed è in quarantena. I comandi fuori dalla pipeline non sono coperti; la sola stringa shell non permette di capire le azioni contenute in uno script esterno.